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03.03.2007
Discorso di Marilena Fontaine, consulente per la condizione femminile c/o l'Ufficio della legislazione e delle pari opportunità di Bellinzona, in occasione
del 50. anniversario della federazione

50. Anniversario della Federazione Associazioni Femminili Ticino

Inaugurazione della mostra fotografica a Magliaso
3 marzo 2007 - ore 17.00

Nei suoi 50 anni di esistenza la Federazione Associazioni femminili Ticino ha partecipato a numerosi cambiamenti ed evoluzioni in favore della parità fra i sessi.
Tuttavia, nel contempo, man mano che questi progetti si concretizzavano, il panorama della parità fra donne e uomini si è trasformato soprattutto nel corso degli ultimi decenni.
Sono comparsi attori e attrici nuove (delegate e uffici per la parità, nuove associazioni femminili, commissioni femminili nei partiti politici, delegate/i per le vittime e maltrattamenti), inoltre le disuguaglianze e discriminazioni sono oggi più sottili, più subdole e quindi più difficili da scoprire e da abbattere.
La FAFT è quindi diventata un’attrice fra altri attori nel campo della parità e più in generale della lotta contro le discriminazioni.
Questo è sicuramente un dato di fatto molto positivo.
Certamente in questi anni sono stati conseguiti importanti obiettivi.
Un esempio (per limitarmi al più recente) è l’introduzione di un’indennità di maternità per le madri che esercitano un’attività lucrativa, risultato ottenuto con la scappatoia della revisione della legge sulle indennità per perdita di guadagno. Per vincere la votazione popolare è stato necessario unire le forze.
In Ticino l’impegno delle associazioni che fanno capo alla FAFT è stato straordinario e costante nelle due votazioni popolari del 1999 e del 2004.
Ma quanta fatica, quante energie per ottenere qualcosa che era semplicemente dovuto!!!!
Un altro obiettivo parzialmente raggiunto recentemente è stata l’adozione che parte dal Gran Consiglio di misure per fronteggiare il fenomeno della violenza domestica. (Allontanamento del violento e altre misure).
Ho assistito ai dibattiti parlamentari: gli interventi sono stati in generale di ottimo livello e la decisione finale è stata adottata all’unanimità.
Se tuttavia consideriamo nel suo complesso la situazione della parità e del femminismo in Svizzera, l'impressione è che stiamo facendo un passo all'indietro! Parlare di parità e di femminismo a volte diventa problematico. Molte ragazze non si sentono toccate da questi argomenti, conoscono poco la legislazione e si adeguano addirittura a certe discriminazioni pensando che siano normali.
Rifiutano il termine femminismo considerandolo negativo.
E’ necessario soffermarsi su questa evoluzione negativa.
Ma come è possibile che a soli 36 anni dalla conquista del diritto di voto alle donne le giovani non riconoscono l'utilità di lavorare per la realizzazione delle pari opportunità.
E’ vero, le giovanissime non hanno partecipato alle grandi battaglie per il riconoscimento del diritto di voto, per la legalizzazione dell’interruzione volontaria della gravidanza, per l’adozione della legge sulla parità, del congedo maternità, per non citare che le più visibili.
Esse sono nate con tutte queste conquiste e non hanno dovuto lottare per ottenerle.
E’ quindi importante ricordare loro queste tappe storiche nell’evoluzione della condizione della donna in Svizzera.
Ma è anche importante ricordare che la strada verso la realizzazione di un’effettiva parità tra donne e uomini è ancora lunga come ci confermano gli ultimi indicatori sull’uguaglianza pubblicati in questi giorni dall’Ufficio federale di statistica: disparità salariali, lavoro domestico a carico quasi esclusivamente delle donne, donne poco rappresentate in politica e via dicendo.
Se dovessi stabilire delle priorità per gli anni a venire insisterei sulla necessità di:

  • Continuare l’informazione e la sensibilizzazione dei/delle giovani sulle tematiche della parità fra uomini e donne e sulle discriminazioni che ancora esistono.

  • Integrare gli uomini nel processo di riflessione delle politiche della parità e questo per favorire una presa di coscienza su questioni importanti come la conciliazione lavoro-famiglia, ripartizione del lavoro di cura, violenza domestica.

In conclusione un augurio: che questo importante anniversario sia l’occasione per riconoscere il lavoro effettuato dalla FAFT in questi 50 anni, ma anche per dare quell’impulso necessario affinché la FAFT continui ad essere sostenuta nelle sue attività future.

 

 
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